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vivi come se tu dovessi morire subito..pensa come se tu non dovessi morire mai...nessun fenomeno al mondo potrà mai impedire al sole di risorgere... benvenuti nel mio space... "l'unica cultura che riconosco è quella delle idee che diventano azioni!"
June 05 5 Giugno di Giuseppe CasilloQuando sto scrivendo quest'articolo è il 5 Giugno del 2009, data che di per se non lascia intendere nulla. Non potendo parlare di politica in questo weekend elettorale allora volgo lo sguardo alla storia. Proprio il 5 Giugno di 62 anni fa, il segretario di Stato Statunitense, George Mashall, propose l'aiuto economico per i Paesi Europei. Gli aiuti economici americani, ovviamente, erano subordinati all'appartenenza al blocco occidentale. Tanto è vero che alcuni paesi del blocco orientale prima accettarono, ma poi furono costretti da Stalin a rifiutare gli aiuti. Gli Stati Uniti d'America riversarono nelle esanimi casse degli Stati Europei circa ventidue (22) miliardi di dollari dal 1948 al 1951. Per quell'epoca la cifra era talmente spaventosa che l'effetto immediato fu la ripresa delle economie europee. Il piano Marshall fu anche uno dei motivi per cui l'Italia nel 1948 scelse la democrazia alla falce e martello, in caso di vittoria dei comunisti, infatti, gli aiuti americani sarebbero cessati. Quella del 1948 non è stata solo una tornata elettorale, bensì è stata una scelta di campo. La storia ha dato ragione a chi vinse, dirigenti democristiani e quindici milioni di italiani che scelsero il blocco occidentale. La classe dirigente comunista di allora ancora non aveva elaborato l'euro-comunismo, che Berlinguer teorizzò solo negli anni '70, l'Italia sarebbe finita nell'orbita sovietica come tutti gli stati dell'est ed avrebbe subito la stessa sorte economica e politica. Se anche l'Italia non si fosse allineata,ne al blocco dell'est ne a quello dell'ovest, avrebbe fatto evidentemente la stessa fine della Jugoslavia, nazione non allineata ai blocchi ma governata dai comunisti. Dopo sessant'anni gli squilibri economico-politico-sociali tra i Paesi che in quei giorni lontani scelsero l'occidente e quelli che scelsero l'oriente sono ancora marcati ed elevati. Tutti i Paesi che hanno beneficiato del piano Marshall e della politica economica Statunitense hanno conosciuto una crescita senza precedenti che oggi li attesta nelle prime posizioni del mondo per ricchezza. Tutti i Paesi che si sono allineati all'ex URSS, che invece di aiutare i suoi alleati di allora iniziò ad esigere dazi e riparazioni di guerra, oggi si ritrovano arretrati di cinquant'anni sotto tutti i punti di vista, compreso quello economico. Oggi, a distanza di 62 anni, c'è ancora chi avversa le soluzioni di allora, c'è ancora chi non è convinto della scelta fatta dall'Italia. Questo fine settimana voteremo per l'europarlamento e molti dei candidati saranno i successori della classe dirigente di allora, dell'uno e dell'altro schieramento. I nomi sono cambiati, le facce pure ed ormai anche i simboli, ma la sostanza rimane la stessa in un mondo che fortunatamente non ha più spazio per certi personaggi e per certe ideologie che la storia ha dichiarato essere perdenti. February 09 9 FEBBRAIO 1983, Paolo di Nella muore con il cranio fratturato Anche attaccare manifesti sul verde pubblico può essere mortale, mortale per chi come Paolo di Nella è un attivista Nazional Popolare. Paolo di Nella muore dopo sette giorni di agonia , aggredito il 2 febbraio mentre in viale Libia a Roma (quartiere Africano), alle ore 22.45 con una ragazza attaccava dei manifesti per pubblicizzare l’esproprio di una villa che sarebbe stata utilizzata come centro sociale e culturale con ampi spazi di verde pubblico totalmente mancante nel quartiere. Fu colpito alle spalle sulla testa con delle spranghe di ferro o delle chiavi inglesi. Le ragioni di quest'assassinio sono oscure. Ormai gli anni più duri erano passati, i rivoluzionari si stavano riciclando in politica, in insospettabili professionisti o si erano persi nell'oblio della droga. Ma anni di odio, di impunità, di compiacenza non potevano essere cancellati completamente. Dopo la vile aggressione Paolo torna a casa, verso le ore 01.30 si sente male (forti dolori alla testa) e i genitori lo portano d’urgenza all’ospedale. Durante il tragitto PAOLO perde conoscenza, dopo l’intervento chirurgico entra in coma irreversibile. I suoi camerati, durante i giorni di agonia si danno il cambio per stargli a fianco, giorno e notte presidiano il suo letto indignandosi sempre di più per le infamie che i giornali iniziavano a scrivere.. sordide e squallide storie. Il presidente della repubblica Pertini, si reca all’ospedale non riceve una buona accoglienza. PAOLO, muore alle 20.45 di mercoledì nove Febbraio, con il cranio fratturato come Sergio. Le indagini questa volta furono più solerti e furono fermati due autonomi, presunti responsabili dell'assassinio. I due vennero poi rilasciati e prosciolti per mancanza di prove. Inutili, fin ora, tutti i tentativi dei camerati di Paolo per far riprendere le indagini. Dedicato a PAOLO Noi purtroppo non siamo ancora un'élite, perché se lo fossimo sapremmo certamente guidare il nostro popolo sulla via nuova. Per ora siamo soltanto delle persone che cercano di essere uomini, uomini e donne che vivono uno stile di vita autentico; ma per essere degli uomini nuovi non basta credere in determinati valori, è necessario viverli e temprarli nell'agire, quotidianamente: questa è in parte l'importanza di fare politica. Rivoluzione non è qualcosa di astratto, che sa di miracolo : è qualcosa che si costruisce giorno per giorno, pezzo per pezzo, sbagliando e riprovando, anche col sacrificio personale, anche riuscendo a superare tanti problemi contingenti che si presentano e che spesso, anche se sembrano tanto grandi ed insormontabili, se solo li si prova a guardare con un'ottica diversa, risultano delle inezie. PAOLO DI NELLA Oltre il silenzio... per non dimenticare L'aggressione... Paolo amava il suo quartiere, e proprio in nome di questo amore aveva programmato una battaglia per l'esproprio di Villa Chigi, che voleva far destinare a centro sociale e culturale. Per far partecipare gli abitanti del quartiere a questa battaglia sociale, il 3 febbraio sarebbe dovuta cominciare una raccolta firme degli abitanti della zona. Paolo, impegnato in prima persona nell'iniziativa, aveva dedicato gran parte della giornata del 2 febbraio ad affiggere manifesti che la rendevano pubblica. Dopo una breve interruzione, l'affissione riprese alle 22.00. Durante il percorso non ci furono incidenti, anche se Paolo e la militante che lo accompagnava notarono alcune presenze sospette. Verso le 24.45 Paolo si accingeva ad affiggere manifesti su un cartellone, situato su uno spartitraffico di Piazza Gondar, di fronte alla fermata Atac del 38. Qui sostavano due ragazzi, apparentemente in attesa dell'autobus (N.B. in Viale Libia, non esistendo una linea notturna, dopo le 24.00 non passavano autobus). Non appena Paolo voltò loro le spalle per mettere la colla, si diressero di corsa verso di lui. Uno di loro lo colpì alla testa. Poi sempre di corsa, fuggirono per Via Lago Tana. Paolo, ancora stordito per il colpo, si diresse alla macchina, da dove la ragazza che lo accompagnava aveva assistito impotente a tutta la scena. Dopo essersi sciacquato ad una fontanella la ferita, ancora abbondantemente sanguinante, Paolo riportò in sede i manifesti e il secchio di colla. Verso l'1.30, rientrò a casa. I genitori lo sentirono lavarsi i capelli, muoversi inquieto e lamentarsi. Lo soccorsero chiamando un'ambulanza, che però arrivò quando ormai Paolo era già in coma. Solo nella tarda mattinata del giorno dopo, il 3 febbraio (tardi, maledettamente tardi per le sue condizioni), Paolo venne operato, e gli vennero asportati due ematomi e un tratto di cranio frantumato. Le indagini... Le prime indagini furono condotte con estrema superficialità dal dirigente della Digos romana incaricato del caso, il dott. Marchionne. Non ci furono infatti né perquisizioni né fermi di polizia per gli esponenti dell'Aut.Op. del quartiere Africano. La ragazza che era con Paolo, unica testimone dell'agguato, venne interrogata dagli inquirenti che, più che all'accertamento dei fatti, sembravano interessati alla struttura organizzativa del Fronte della Gioventù e ai nomi dei suoi dirigenti. Tutto per dar corpo, come avvenne nel '79 per l'omicidio di Francesco Cecchin, all'ignobile storiella della "faida interna". L'istruttoria sembrò avere una solerte ripresa quando al capezzale di Paolo arrivò anche l'allora Presidente della Repubblica Sandro Pertini. Passato però il momento di risonanza dovuto a questo gesto, tutto sembrò tornare ad essere chiuso in un cassetto. La sera del 9 febbraio, dopo 7 giorni di coma, la solitaria lotta di Paolo contro la morte giunge al termine: si spegne alle 20.05. Ai militanti del Fronte della Gioventù che in tutti quei giorni si erano stretti intorno ad una speranza disperata, vegliando al suo capezzale, quasi a voler proteggere Paolo e difenderlo come non erano riusciti a fare quando era vivo, non restò che vegliare il suo corpo. Seguirono giorni di forte tensione: lo striscione commemorativo affisso a Piazza Gondar venne strappato e deturpato più volte; sui muri comparvero scritte inneggianti all'assassinio di Paolo. Il tutto condito da discorsi e commenti disinvolti e gratuiti trasmessi da radio onda rossa. Dopo il 9 febbraio, finalmente, gli inquirenti si decisero, almeno apparentemente, a dare concretezza alle indagini. Vennero allora fatte alcune perquisizioni nelle case dei più noti esponenti dei Collettivi autonomi di Valmelaina e dell'Africano. Uno dei massimi sospettati era Corrado Quarra, individuato perché non nuovo ad aggressioni a ragazzi di destra e molto somigliante all'identikit fornito dalla testimone. Dopo aver tentato varie volte di sottrarsi all'incontro con i magistrati, comportamento che non fece altro che confermare i sospetti su di lui, venne emanato a suo carico un ordine di arresto per concorso in omicidio volontario, eseguito per caso la notte del 1 agosto '83. In un confronto all'americana Daniela, la ragazza che era con Paolo quella notte, lo riconobbe come colui che materialmente colpì Paolo. In conseguenza dell'avvenuto riconoscimento il fermo di polizia a suo carico divenne ordine di cattura per concorso in omicidio volontario aggravato da futili motivi. Visti i risultati, si era quasi sicuri ormai di poter arrivare allo svolgimento del processo e all'individuazione anche del secondo aggressore. Dopo 3 mesi di silenzio, il 3 novembre la testimone venne convocata per il secondo riconoscimento. Concentrandosi sulle caratteristiche somatiche della persona che accompagnava lo sprangatore, Daniela indicò il secondo presunto aggressore. A questo punto si rivelò il tranello in cui era caduta: il giovane da lei riconosciuto non era l'indiziato (Luca Baldassarre anche lui autonomo dell'Africano) ma un amico da lui appositamente scelto per via della grande somiglianza. Il giudice istruttore dr. Calabria, che peraltro aveva un figlio simpatizzante degli ambienti dell'autonomia dell'Africano, disse allora beffardamente alla ragazza che, se aveva sbagliato il secondo riconoscimento poteva aver sbagliato anche il primo. Discorso preparatorio finalizzato a facilitare la scarcerazione di Quarra, che avvenne, con proscioglimento da tutte le accuse, il 28/12/1983. Questo avvenimento, che segnò la fine delle indagini sull'omicidio di Paolo, passò sotto silenzio. Se ne avrà infatti notizia solo il 30/05/1984, grazie ad un comunicato stampa del Fronte della Gioventù. LA GRANDEZZA NON E' MAI VANA. LE VIRTU' CONQUISTATE NEL DOLORE E NEL SACRIFICIO SONO PIU' FORTI DELL'ODIO E DELLA MORTE. COME IL SOLE CHE SCATURISCE DALLE NOTTI PROFONDE PRESTO O TARDI RISPLENDERANNO! PAOLO E' VIVO! Camerata Paolo Di Nella:PRESENTE!!!! January 18 Topi neri ANE' il coraggio di uscire da questo schema
è il coraggio di ribellarsi al sistema
schema di partito doppiogiochista e traditore
che per un pugno di voti vende anche l'onore
l'onore dei giovani di chi veramente crede
di chi nel cuore possiede una gran fede
fede, dedizione, sacrificio e compromessi
se vuoi esprimer le tue idee allora attacca i manifesti
attacchini di partito ci volevate trasformare
volevate soffocare la nostra voglia di cambiare
ma la nostra voglia di cambiare per noi ha un solo nome
un solo grido un solo credo Rivoluzione!
Col sole di maggio arrivò quell'occasione
di rilanciare il messaggio ad una generazione
ci portò l'occasione di spezzare le catene
di questo sistema marcio e borghese
ragazzo sei vivo non lasciarti incastrare
ricorda sempre che la tua lotta è nelle strade
ma tu sei diverso tu sai comandare
lo spirito e l'anima son la via da seguire
perchè esser nobili non è aver denaro
è cercare la giustizia nei tempi lontani
perchè tu sei nobile e puro nel cuore
e per la tua lotta sai soffrire
perchè quando il vessillo si gonfiava al vento
era l'ora della forza quello era il momento
ora sai il nemico non ha più elmi piumati
ha solo la penna e vestiti firmati
servi dei giudici dalla toga rossa
non vi permetteremo di scavarci l'ultima fossa
e poi inchieste, minacce e perquisizioni
dovevano sapere tutti quanti i nomi
i nomi di chi ha fatto gridare alla folla:
"Contro il Sistema Boia Chi Molla!"
Il mio Sole lo sai non conosce tramonto
la mia lotta no, non può avere fine
noi come sempre sopra le rovine
se la lotta è un fuoco io brucerò per l'eternità
se la lotta è un fuoco io brucerò per l'eternità
se la lotta è un fuoco io brucerò per l'eternità November 26 Ancora qualche poesia...I sognatori del libero pensiero Lungo il fiume della vita
Il sogno della libertà Quando in cielo nasce una stella
2 Ottobre 2006 Il 2 Ottobre eravamo in tanti senza partiti ne schieramenti, l'obbiettivo di tutti era solo uno: mandare a casa Prodi e il governo. 2 milioni erano i partecipanti di tutta Italia rappresentanti, storie e culture tutte diverse ma le divergenze si erano perse. Quel giorno di festa è iniziata la storia per le strade di Roma c'era un clima di gioia, il popolo aveva la strada tracciato ed i suoi condottieri lo avevan seguito. Era tornata la voglia di lottare non era più il tempo di mollare, in quella piazza c'era una nuova realtà stava nascendo il Popolo della Libertà! Giuseppe Casillo November 22 Inno al Buon GovernoGuardo alla finestra e vedo solo buio.
Buio che nasconde il rosso di un popolo ignavo e corrotto. Dov'è finito il coraggio? Dov'è finito l'onore? Oggi noi viviamo la nostra libertà, ma c'è chi è morto e c'è chi muore ancora per difenderla. Lì fuori c'è un popolo che ha paura. Paura di vivere il presente, paura di scoprire il passato, paura di costruirsi il futuro. Le generazioni nuove in cui tanto speravo nascono con il falso mito dell'apparire. Tutto ci è dovuto, ma noi non dobbiamo mai niente a nessuno. La colpa è sempre degli altri. La cultura è quella che ascoltiamo in televisione, perchè la televisione ha sempre ragione. Gli interessi valgono più dell'amicizia. Il lavoro non è un valore, ma un modo per far soldi. La patria è qualcosa di astratto, un mito per gli sfigati. La famiglia non esiste più. Lo stato è qualcosa di estraneo che vuole solo fregarci. Io dico basta! Sono stanco dell'omertà, sono stanco della paura. Sono fiero di essere italiano. Credo nell'amicizia, credo nel cameratismo, credo nel rispetto reciproco. Sono pronto a lottare, anche fino alla morte, per difendere la mia patria, la mia famiglia, la mia fede, la mia libertà. Voglio vivere il mio presente, voglio conoscere il mio passato, voglio costruire il mio futuro. La cultura è il valore che mi permetterà di cambiare il mio popolo. Finalmente dalla mia finestra vedo un puntino rosso. Ma non è il rosso che ha inquinato il mio tempo, è il rosso di una fiamma che ci scalderà in quest'inverno, è il puntino rosso de il Circolo del Buon Governo! Giuseppe Casillo
November 21 I Deputati Sanniti a MontecitorioIl ministro Brunetta ha, giustamente, dichiarato guerra a “fannulloni” e “assenteisti”. Ovviamente questo vale anche per chi ci rappresenta in Parlamento. I rappresentanti del Sannio, cioè i nostri rappresentanti, come si comportano? Il più presente in aula è l'onorevole del Popolo della Libertà Nicola Formichella, solo 4 assenze, 1531 votazioni effettuate per il 98,02% del totale. L'onorevole Formichella ha saltato solo l'1,98% delle votazioni, cioè 31 scrutinii, e si colloca addirittura al quindicesimo (15) posto tra i più presenti in aula. Al secondo posto tra i deputati Sanniti, con 18 assenze, si colloca l'onorevole Nunzia De Girolamo. La deputata Azzurra ha partecipato a 1454 votazioni per il 93,02% del totale, piazzandosi al centocinquesimo (105) posto tra i più assidui. Al terzo posto, con più votazioni all'attivo ma anche con più assenze, ben 27, si piazza il deputato del Partito Democratico onorevole Costantino Boffa. L'onorevole Boffa, centosettantunesimo (171) nella classifica dei più presenti, ha collezionato 1499 votazioni per il 95,97% del totale. Pecora nera dei deputati Sanniti è l'onorevole Mario Pepe eletto nelle liste del Partito Democratico, assente ben 60 volte e trecentodiciassettesimo (317) nella classifica dei più assidui di Montecitorio. L'onorevole Pepe ha partecipato a 1400 votazioni per l'89,63% del totale. In definitiva possiamo affermare che la frequenza dei nostri deputati alle votazioni è abbastanza soddisfacente, con punte di eccellenza come per l'onorevole Formichella, quasi sempre presente, e risultati nella media come quelli dell'onorevole Pepe. Paradossale la situazione dell'onorevole De Girolamo, meno assenze ma anche meno votazioni rispetto al collega d'opposizione onorevole Boffa. Senza dubbio potranno ritenersi soddisfatti gli elettori sanniti del Popolo della Libertà, che vedono i loro rappresentanti tra i più presenti in aula, con l'onorevole Formichella addirittura tra i primi 15. Sotto il punto di vista dell'impegno, quindi, la fiducia riposta nei parlamentari sanniti è stata ben ripagata. Curioso notare come le affermazioni del ministro Brunetta, secondo cui i “fannulloni” e gli “assenteisti” sono spesso a sinistra, trovino riscontro anche tra i deputati del nostro Sannio: i deputati Sanniti del Popolo della Libertà sono entrambi più presenti dei corrispettivi del centro-sinistra. Probabilmente è un caso, o forse non lo è. Assegnando la palma d'oro dello stakanovista Sannita di Montecitorio all'onorevole Nicola Formichella, auguro un buon lavoro a tutti i nostri rappresentanti.
Giuseppe Casillo
Presidente del Circolo Giovani del Buon Governo Sannio |
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